Le equazioni di secondo grado sono espressioni matematiche che seguono la forma generale:
Dove (a), (b), e (c) sono coefficienti numerici, e (x) è la variabile.
La soluzione di un’equazione di secondo grado può essere ottenuta utilizzando la formula quadratica:
Questa formula restituisce due soluzioni, a meno che il discriminante sia negativo, nel qual caso l’equazione non ha soluzioni reali.
Il discriminante, noto anche come delta, è un termine chiave nelle equazioni di secondo grado.
Il suo valore fornisce informazioni cruciali sulla natura delle radici dell’equazione e sulla loro quantità. Ecco alcune considerazioni:
- Δ>0: Se il discriminante è maggiore di zero, l’equazione ha due radici distinte e reali. Questo significa che la parabola associata all’equazione interseca l’asse delle x in due punti distinti.
- Δ=0: Quando il discriminante è uguale a zero, l’equazione ha due radici reali coincidenti. La parabola tocca l’asse delle x in un solo punto.
- Δ<0: Se il discriminante è inferiore a zero, l’equazione non ha radici reali. La parabola non interseca l’asse delle x.
Il discriminante è uno strumento utile per determinare la natura delle soluzioni di un’equazione quadratica e fornisce informazioni sulla geometria della parabola associata all’equazione:
- Se il discriminante è positivo, ci sono due soluzioni reali distinte.
- Se il discriminante è zero, c’è una sola soluzione reale (radice doppia).
- Se il discriminante è negativo, non ci sono soluzioni reali.
Ricondurre un’equazione – se quadratica – alla forma esplicita è un passo importante, poiché permette di identificare immediatamente i coefficienti a, b, e c, che sono necessari per calcolare il discriminante (Δ).
Il calcolo del delta è una tattica utile per semplificare il processo di risoluzione delle equazioni quadratiche e ottenere informazioni rapide sulla loro natura senza la necessità di calcolare direttamente le radici.